Dieta senza glutine per dimagrire

Dieta senza glutine per dimagrire

In un’era come la nostra, tutto può fare tendenza e sempre più spesso si assiste alla diffusione di abitudini talvolta inutili e innocue ma in altri casi dannose.

Tra queste mode troviamo la dieta gluten free, una dieta che prevede un’alimentazione priva di glutine e che sempre più spesso è scelta anche senza una reale necessità dettata dall’intolleranza o allergia al glutine.

Se è vero che la dieta senza glutine è necessaria per alcuni soggetti affetti da una malattia autoimmune nota col nome di celiachia (l’1% della popolazione italiana e mondiale ne è affetta, mentre il 5% è affetto da intolleranza al glutine), risulta sbagliata per quei soggetti che non presentano queste problematiche.

Il glutine rappresenta un elemento pericoloso per i celiaci poiché la sua ingestione causa un’infiammazione cronica dell’intestino tenue e porta a disturbi più o meno gravi per l’organismo; solo in questi casi l’unica cosa da fare è eliminarlo del tutto dalla propria alimentazione.

Per il restante 95% della popolazione, o comunque per chi non soffre di questa malattia autoimmune, eliminare il glutine può invece comportare delle complicanze a lungo termine.

Cos’è il glutine?

Il glutine è un composto peptidico altamente proteico, naturalmente presente in alcuni cereali come il grano.

La cariosside (o chicco) del grano è infatti composta da uno strato esterno detto guscio, uno strato più interno, ossia la crusca ed infine dall’endosperma che contiene il glutine e serve a nutrire il nucleo interno cioè il germe.

L’utilizzo del glutine risulta molto utile in fase di panificazione in quanto rende l’impasto più elastico e funge da collante in grado di amalgamare e tenere uniti gli elementi che compongono l’impasto.

Questo elemento, inoltre, dona la tipica alveolatura al prodotto da forno: è proprio grazie all’espansione della maglia glutinica che il pane, la pizza e i lievitati salati, riescono a trattenere l’aria al proprio interno creando le tipiche “bolle” della lievitazione.

Per di più il glutine, in soggetti sani e non celiaci, apporta nutrienti come fitocomposti e antiossidanti e ha un impatto benefico sulle difese immunitarie dell’organismo.

Dieta senza glutine: fa male?

Ai giorni nostri si crede che un regime alimentare senza glutine faccia dimagrire e mantenga in salute.

In realtà il glutine è un agente agglomerante che, nei prodotti che ne sono privi, trova come sostituto delle sostanze grasse che servono per dare consistenza agli impasti.

Oltre a essere importante per la resa delle preparazioni, il glutine è un elemento essenziale per l’organismo e privarsene potrebbe portare all’insorgenza di varie patologie.

Eliminando completamente il glutine dalla nostra alimentazione, qualora non si fosse celiaci, aumenta spesso la sensibilità al glutine oltre a causare malattie cardiovascolari.

Nel caso in cui si soffra di sensibilità al glutine non celiaca (NCGS) si può comunque ingerire il glutine ma, ovviamente, si dovrà stare attenti a non esagerare nelle quantità ed è consigliabile prediligere il “glutine buono” , quello presente, per esempio, nei grani antichi.

Dieta senza glutine per chi non è celiaco

I nostri piatti della tradizione, specialmente quelli dove usiamo i grani antichi siciliani, sono sempre stati al centro di un’alimentazione sana e servono nella prevenzione di malattie cardiovascolari, diabete, celiachia ed altre patologie.

Dato che eliminare il glutine dal regime alimentare può comportare l’insorgere della celiachia e causare altri problemi, è utile comprendere come consumare cibi che contengono glutine avendo il giusto equilibrio.

Alla base di una di uno dei più acclamati regimi alimentari, ossia la dieta mediterranea, troviamo cereali tipici del mediterraneo e prodotti da questi derivati come pane e pasta.

Purtroppo però, da quando produciamo le farine a livello industriale, per aumentare la resa della coltivazione dei grani, li abbiamo modificati geneticamente facendo sì che perdessero la maggior parte dei loro nutrienti.

Le farine raffinate, infatti, non contengono praticamente alcun nutriente sia per come vengono coltivati i grani da cui derivano, sia perché nel processo di raffinazione i chicchi vengono separati dalla crusca e dai suoi effetti benefici.
I grani antichi invece non sono geneticamente modificati e, grazie al fatto che spesso che non vengono privati della crusca (come nel caso della farina integrale), conservano tutti i valori nutrizionali.

Dieta senza glutine e grano

Come abbiamo ribadito più volte, la chiave della sana alimentazione è la consapevolezza di ciò che si porta sulla tavola di tutti i giorni e non occorre eliminare nessun alimento.

Per mantenerci in forma, possiamo continuare a mangiare alimenti come pasta, pane e pizza, ma è sempre meglio scegliere dei prodotti naturali come quelli ricavati dai grani antichi.

Grazie ai metodi tradizionali di coltivazione, questi grani sono ricchi di proprietà antiossidanti, contengono le vitamine del gruppo B delle proteine, degli acidi grassi essenziali, del betacarotene e la vitamina E (tutti elementi presenti principalmente nel germe e nella crusca del grano).

A livello industriale, invece, sia la crusca che il germe vengono rimossi per rendere la farina meno deperibile, permetterne una conservazione più lunga e per conferire un aspetto più appetibile alle preparazioni.

L’assenza di questi preziosi elementi, specialmente delle vitamine del gruppo Be del ferro, comporta nell’organismo costipazione, problemi digestivi e un’incidenza di malattie cardiovascolari, tumori e diabete.

In sostanza, privarsi del glutine non solo è del tutto inutile al fine di un dimagrimento o per mantenere uno stile di vita sano, ma risulta anche dannoso per l’organismo perché lo priva di un elemento importante per la salute.

Per curare la nostra salute bisognerebbe prestare maggiore attenzione a ciò che si mangia scegliendo un’alimentazione varia e dei prodotti che abbiano tutti i macroelementi essenziali per l’organismo.

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